

Caro Direttore,
è indubbio che l’apporto di una parte importante dei cattolici impegnati in politica – sia quelli che non votavano più la Dc, come una parte della Cisl o delle Acli, sia una parte di ex democristiani, dalla sinistra bodratiana e donat-cattiniana a molti ex dorotei, gli ex scalfariani, dal Sermig agli amici di don Ciotti – abbia consentito alla sinistra di governare Torino dal 1993 a oggi, salvo la parentesi grillina, e sia pertanto corresponsabile di tante scelte che hanno contribuito alla bassa crescita economica della città, all’aumento della precarietà e del lavoro povero, all’abbandono delle periferie denunciato dal cardinale Repole. Neanche la denuncia fortissima di monsignor Nosiglia, sulla metà della città che sta bene e non si accorge della metà che sta male, colpì più di tanto né chi stava dentro la Giunta comunale né chi la votava. Neanche essere considerati un bell’ornamento delle Giunte di sinistra toccò più di tanto la sensibilità. L’avversione verso Berlusconi e poi verso FdI era più forte di qualsiasi dato socioeconomico. Non so se la sostituzione alla Caritas del bravissimo Dovis con l’ex vicesindaco di Fassino faccia parte di questa logica, come ha detto lo Spiffero; ciò che rimane è la forte denuncia della Caritas sul forte aumento della povertà a Torino.
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Lo spiffero -29 Dicembre 2025
Mino Giachino